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CITIZENS ENERGY PACKAGE: L’UE METTE AL CENTRO IL “CITTADINO ENERGETICO”

La Commissione Europea ha presentato il Citizens Energy Package, un documento programmatico che ridisegna il rapporto tra cittadini e sistema energetico. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono protagoniste della visione, ma la recente Relazione Speciale della Corte dei Conti Europea mette in luce quanto la strada sia ancora lunga.

Cos’è il Citizens Energy Package

Il 10 marzo 2026 la Commissione Europea ha presentato al Parlamento Europeo e al Consiglio la Comunicazione COM(2026) 115, nota come Citizens Energy Package (CEP), con l’obiettivo di garantire a tutti gli europei l’accesso a un’energia pulita e a prezzi accessibili. Non si tratta di nuova legislazione, ma di un quadro di orientamenti e azioni concrete che guiderà le politiche degli Stati membri a partire dal 2026. 

Il pacchetto si articola in quattro pilastri principali: 

  1. Riduzione delle bollette energetiche

Tra il periodo 20142020 e la fase successiva alla crisi energetica, le bollette europee hanno registrato aumenti significativi: +36% per l’elettricità e +68% per il gas. Il CEP individua diverse leve di intervento: revisione delle imposte, riduzione dei costi di rete, maggiore elettrificazione del riscaldamento e promozione della flessibilità dei consumi. 

In questo quadro, le comunità energetiche e la produzione locale contribuiscono direttamente alla riduzione dei costi di sistema, evitando investimenti infrastrutturali superflui e migliorando l’efficienza delle reti esistenti. 

  1. Responsabilizzazione dei cittadini
    Il cuore del CEP è la figura delcittadino energetico: soggetti che producono, condividono e gestiscono energia rinnovabile, singolarmente o in forma collettiva. Entro il 2030, oltre 16 milioni di famiglie e 630.000 piccole-medie imprese potrebbero autoprodurre energia rinnovabile, con una capacità installata delle comunità energetiche potenzialmente decuplicata. 

I benefici economici potenziali sono rilevanti: per una famiglia che partecipa a una comunità energetica il risparmio annuo può arrivare a 440–930 euro, grazie alla condivisione dell’energia e all’integrazione di servizi elettrici e termici. 

  1. Flessibilità energetica e mercati locali
    Il CEP attribuisce grande importanza alla flessibilità, sia attraverso la partecipazione ai mercati locali, sia tramite autoconsumo e risposta ai segnali di prezzo. Secondo la Commissione, queste misure possonoridurre le bollette fino al 40% e generare risparmi complessivi pari a 2,7 miliardi di euro annui entro il 2030. 

Le comunità energetiche sono indicate come attori chiave di questo processo, soprattutto se affiancate da sistemi di accumulo e gestione della domanda. 

  1. Lotta alla povertà energetica
    Circa il 9,2% della popolazione europea vive in condizioni di povertà energetica. 

Il CEP propone un approccio integrato che combina riqualificazione edilizia, elettrificazione dei consumi, protezione dai distacchi e strumenti di finanza sociale, mobilitando risorse come il Social Climate Fund, i fondi di coesione e il programma LIFE. 

Anche in questo ambito, le comunità energetiche sono considerate uno strumento potenzialmente efficace per garantire un accesso più equo all’energia. 

CER: potenziale riconosciuto, ma ostacoli persistenti

Il Citizens Energy Package riconosce il valore delle Comunità Energetiche Rinnovabili come infrastrutture sociali oltre che energetiche. Tuttavia, secondo la Relazione speciale 10/2026 della Corte dei Conti Europea, il loro sviluppo resta disomogeneo nell’UE: l’obiettivo di almeno una CER in ogni comune sopra i 10.000 abitanti entro il 2025 risulta centrato solo per il 27%.  

Tra le criticità principali emergono definizioni giuridiche applicate in modo incoerente e recepimenti normativi incompleti, con solo l’Italia ad aver attuato integralmente entrambe le direttive europee.  

Non mancano però segnali incoraggianti, come la marcata crescita delle comunità in Polonia e in Italia nella prima metà del 2025, sostenuta da incentivi finanziari e da misure operative più efficaci, come quelle introdotte attraverso il PNRR. Resta tuttavia un ostacolo strutturale rilevante: i tempi di connessione alla rete, che in alcuni Paesi arrivano a quasi due anni. 

Un’ambizione reale, ma servono strumenti vincolanti

Il Citizens Energy Package rappresenta quindi un passo avanti nel riconoscimento del ruolo dei cittadini e delle CER, ma la distanza tra dichiarazioni di intenti e risultati concreti resta ampia.  

La Corte raccomanda di definire obiettivi SMART (specifici, misurabili, raggiungibili, pertinenti e temporalmente definiti) per le comunità energetiche, migliorare le attività di registrazione e monitoraggio, chiarire le opzioni per i proprietari di appartamenti e incentivare lo stoccaggio di energia. Senza un quadro di finanziamenti chiari e misure legalmente vincolanti, il CEP rischia di restare un documento astratto.  

Le CER esistono, funzionano e crescono: spetta ora alle istituzioni europee e nazionali creare le condizioni perché questo potenziale si traduca in risultati misurabili.